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Immaginiamo una pianura bianca, estesa, immensa. Diciamo pure senza confini.
Dico bianca, ma potrebbe essere nera o coloratissima. Purché sia completamente vuota. Cartesio l’avrebbe definita “tabula rasa”. Si, perché prima c’erano un sacco di cose che noi abbiamo gettato via e adesso c’è il vuoto, una matrice di fertile energia dove tutto può essere ricreato! Da dove iniziamo? Dall’essere, semplicemente…E che cosa siamo? Non risponderemo a questa domanda, poiché ne scaturirebbe una definizione limitante. L’essere è in continua evoluzione! Si può rispondere a ciò che si fa, a ciò che si sente o si pensa, ma quanto ad essere …Diciamo solo che la nostra consapevolezza ci rende semplicemente vivi, ed in continua emanazione di onde e frequenze ( e ricezione, anche). Siamo energia che si espande. Quindi ci sono uno spazio infinito ed una coscienza in espansione. Non avete le vertigini, vero? Bene, continuiamo. Ma prima facciamo un passo indietro.

Ray Caesar
Ci troviamo in uno spazio definito, un luogo fisico ben preciso, in una città, in un paese ad una determinata ora. (“It’s one o’ clock, it’s time for lunch..”). E cosa siamo? Un giovane, un anziano, una bambina, un disoccupato, una ballerina di flamenco, un impiegato delle Poste, oppure…una modella? Che fate? Qual è la vostra etnia? Siete un po’queer? Avete la pelle scura o è una fissa per l’abbronzatura? Ed il vostro passato? Da piccoli vi hanno educati ed istruiti bene? Siete stati maltrattati? Forse eravate quelli che prendevano in giro il compagno di classe sfigato. O eravate voi il povero soggetto? Magari siete stati il bambino africano con in mano un fucile per la guerra. Beh, questo no, perché ora non sareste qui a leggere le elucubrazioni virtuali dei bloggers.
E cosa sentite maggiormente, rispetto al marasma di emozioni fuori controllo che vi sommergono come uno tsunami? Paura? Eccitazione, Soddisfazione, Apatia cronica, Depressione? Forse un po’ di tutto. E in cosa credete? In dio, gli dei tutti, il nulla eterno, il Logos, Wakan Tanka... o semplicemente in voi stessi?. Avete dei vizi o delle virtù particolari? Quali sono i vostri progetti per il futuro? Avete idea di cosa volete davvero dalla vita?
Che fatica pensare-rispondere-agire. Questo è il tempo scandito e studiato per l’individuo definito. Io preferisco la pianura e allora….Via!!!
Per prima cosa eliminiamo il passato. Lo buttiamo giù come da una mongolfiera. Accidenti quanto pesa! Una zavorra in meno. Pensate, con esso sono andate via i soldatini ed i camion con i quali vi costringevano a giocare mentre voi sognavate la barbie; sono andate via i rompiballe che vi canzonavano e le maestre cattive…(restano però quelle buone insieme ai ricordi belli che metteremo tutti insieme in un posticino segreto. Troppo preziosi per essere gettati via!).
Poi ..oh mamma, comincio a sentire una certa leggerezza. Mi gira la testa senza la zavorra. Ma è solo questione di abitudine. Ah giusto: via tutte le abitudini! Si fa sempre in tempo a riprenderle nel momento in cui ci accingiamo a ricreare con consapevolezza il nostro nuovo mondo. Nella pianura. Nell’attimo eterno del nostro Big Bang personale. Ergo, via la zavorra del passato e dei suoi traumi. Mi sento come Bilbo Baggins quando si è sbarazzato dell’anello malefico: “stiracchiata come burro spalmato su troppo pane.” Però è una bellissima sensazione di libertà.
Adesso inizio a chiedermi cosa mi resterà? Ho tolto tutto? C’è un sassolino che mi infastidisce nella scarpa: ma certo, sono le aspettative! Quelle pure sono parecchio fastidiose. Via sassolino e scarpe.. Questo è il tempo della tabula rasa, non stiamo ancora progettando. Le aspettative mettono l’ansia e noi non la vogliamo. Ergo, a spasso pure il futuro! Adesso, però, mi sono ricordata che è ora di gettare via tutti quegli stati d’animo che ci fanno stare male. Eccoli, in fila come gli attori d’una tragic-soap sul set della vita: Senso di Colpa, Risentimento, Odio, Giudizio.
Questi sono i protagonisti più quotati (a livello di emanazioni ripetitive e di massa), ma tolti loro se ne vanno tutti gli altri meno famosi e pure le comparse. Bene! Ah no, ne manca una, la diva. Si nasconde sempre la furbacchiona: Madamoiselle Le Peur, la Paura, quella che ama mascherarsi più di tutti…“Tanto ti ho riconosciuta, sai?” Fuori anche tu! Adesso posso ritenermi soddisfatta. Voi siete soddisfatti?
Ok, allora, torniamo al Big Bang.
Di fronte a noi la pianura sconfinata. Tutto da ricostruire, ma volta con più consapevolezza e partendo dalle sensazioni autentiche che provengono dal quieto lago interiore finalmente bonificato.
Chi sono?
Una coscienza dal potere illimitato.
Dove sono? Ovunque io voglia.
Che ora è?
Che significa: “Ora”?
Cosa desidero vedere, sentire, diventare?
Non voglio deciderlo adesso. Nemmeno voi, mi sa. Benissimo…allora riposiamo tutti nel nulla ante creazione e rigeneriamoci. Poi, quando il cuore si sarà purificato e rigenerato saremmo pronti a creare. 10… 9… 8… 7… 6….
Buona vita!

Emanato dalle stelle e riportato sulla pietra da Galahadrys
alle 13:02
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ISHTAR
“In memoria di Lei”. Questa nuova categoria è dedicata a coloro che hanno tentato di ricostruire le radici femminili del sacro attraverso lo studio dell’archeologia e di antichissimi testi da poco tradotti. La preistoria va riscritta. Ciò che ne uscirà fuori vi sorprenderà, ma ciò che ne uscirà fuori verrà ereditato dai principi della Nuova Era, poiché essi si fondano sull’equilibrio e l’armonia ad ogni livello. Il post di oggi, è interamente dedicato a Luciana Percovich ed al suo “Oscure madri splendenti”. Ci sono dei pezzi che trovo davvero illuminanti. Invito alla lettura dell’intera opera tutte le mie amicizie femminili, anzi, tutti coloro che desiderano ritrovare quel mattone mancante nell’edificazione percettiva del divino che è stato “insabbiato” dalla storia, ma che l’archeologia e le nuove conoscenze stanno restituendo al mondo. Ovvero alla nostra psiche, defraudata di un archetipo spirituale fondante ed indispensabile.

Da: “Oscure madri splendenti” di Luciana Percovich.
La storia dei popoli che si affacciano sul bacino del mediterraneo, di quelli del centro e del nord Europa e della zona mesopotamica tra il Tigri e l’Eufrate, proseguendo fino all’India, inizia in tempi molto più remoti di quelli che siamo abituate a pensare..La storia e la cultura che ci hanno insegnato a porre “all’origine della storia del mondo” parlando da una prospettiva eurocentrica e greco-giudaica), cioè la cultura greca, latina ed ebraica sono invece solo la storia dei popoli indoeuropei e semiti che, nell’arco di 2000 anni, dal 4.500 al 2.500 a.C., si insediarono nella vastissima area che comprende l’Europa, il Medio Oriente, la penisola arabica, la Persia e L’india..[…] A Ishtar sono dedicati inni e preghiere scritti in caratteri cuneiformi.
Inno ad Ishtar nella versione di Merlin Stone:
Regina del cielo, Signora dell’universo,
tu sola hai camminato nel terribile caos
e hai portato la vita con la legge dell’amore
e fuori dal caos hai portato l’armonia
e fuori dal caos hai guidato per mano.
Donna tra le donne, regina che non conosce eguali,
tu che decidi il destino dei popoli,
altissima reggitrice del mondo,
sovrana dei cieli,
dea persino di coloro che vivono in cielo.
Sei tu che cambi il destino
Per far si che ciò che è cattivo diventi buono
Alla tua destra sta la giustizia e alla tua sinistra il bene.
Dai tuoi fianchi emanano la vita ed il benessere.
Ishtar, quanto è bello pregarti
Perché c’è preoccupazione nel tuo sguardo
E la tua parola è luce.
Ti prego, guardami con benevolenza,
ti prego accetta la mia preghiera.
In Ishtar ci sono consiglio e saggezza
E’ lei che regge il destino di ogni cosa.
Al solo vederla si prova gioia.
Lei è il potere e la magnificenza.
La divinità che guida vergini e madri:
donne non scordatevi di lei ed invocate il suo nome.
O Signora gloriosa nella sua onnipotenza,
la tua esaltazione sta sopra tutti gli altri dèi.
Tu sei la potente, la signora della lotta,
tanto forte da spianare le montagne.
Pieno giudizio e giustizia sono in tuo potere,
così come sono le leggi del cielo e della terra.
Nei tuoi sacelli, nei tuoi luoghi sacri
Nei tuoi templi veniamo per ascoltarti.
L’epiteto “Regina dei cieli” è quello che colpisce maggiormente, a testimonianza del fatto che si tratta di una dea celeste e non tellurica, come per molto tempo si è pensato e si continua a pensare in tutte le dee: non si tratta semplicemente di una natura materna, di grembo nutriente e creatore, ma piuttosto di colei che amministra la giustizia, che possiede la conoscenza e sa interpretare le leggi dell’universo; non è solo una manifestazione della natura che riproduce la vita svolgendo funzioni biologiche (come diventerà in Aristotele), ma è un femminile investito di tutte le caratteristiche che poi saranno esclusiva prerogativa del “maschio civilizzatore”. E’ lei che porta la civiltà inventando le leggi dell’Armonia che conducono fuori dal caos primigenio; non un principio femminile cieco ed ottuso, materia prima su cui agisce un principio maschile portatore di sapere ed istanze superiori. […].
Ed ecco un altro concetto degno di riflessione:
“Se essere femministe vuol dire non essere d’accordo con la costruzione del mondo che ci troviamo ad ereditare -perché priva dell’esperienza femminile del mondo-questo non può non riferirsi anche alla dimensione e all’esperienza dello spirito, che è regolata (proprio nel senso che vengono date precise regole su ciò che si deve o no credere, pensare, provare, fare) dalle religioni.”.
Io dico questo: o Dio non ha sesso, nel senso che è un principio super partes che trascende il genere sessuale e l’esperienza dualistica tipicamente terrestre del genoma umano, oppure possiede entrambe le nature. In ogni caso non può essere soltanto padre. Mi riferisco alle tre religioni monoteiste, ovviamente. Il cattolicesimo ha iniziato a rivedere un poco questo concetto, ma solo ultimamente e ad opera di papa Luciani (che non ci riuscì) ed in parte di Wojtyla. Ma di fatto non v’è nulla di cambiato, a livello teologico. La dottrina resta quella e così pure i nomi di Dio, Padre e Signore.
Emanato dalle stelle e riportato sulla pietra da Galahadrys
alle 17:36
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Melodie
Sacre Energie
Dentro
di me, la melodia
del Sole e
della Luna
Armonia degli opposti
Apparizioni
GiardiniDiMaya in amore sacro
Dalla Spirale del Tempo

"Mostrami il cammino, così che io possa accompagnarti là dove regna la Luce. Questo è il tempo. Questa è l'ora di varcare la soglia e di esplorare i segreti dei cieli.." "Torna a dissetarti alla Fonte. Io, noi, ti stiamo aspettando...Tu, custode di Leggi d'Amore, eterni segreti racchiusi nel cristallo della tua luce, ascolta la mia voce, la melodia del richiamo" S.
Luoghi di Potere



Brano del Mese
.
Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one
(Imagine - John Lennon)
Madre Luna
|
lunar phases |
Grazie a
Argante
-Arc'Hant Afallon Alarch-
Distribuito da:
Custode di Antichi Segreti
.
Sono una messaggera nella foresta dei simboli e scrivo storie sulla pelle delle foglie per tutti i cercatori. Alcune sono vere e appartengono ad un passato perduto, altre sono sogni di identità dismesse. Ho avuto molti nomi e molte esistenze ed ogni volta ho lasciato qualcosa di me sul diario delle anime. Sono la testimone di un Verbo antico che è pura energia, maschile e femminile, origine e trasformazione perenne…Ho il corpo di donna e l’anima androgina. Onoro le energie sacre di cui sono una manifestazione e la natura con i suoi aspetti di Vita e Morte. Difendo l’umanità da coloro che la vogliono cieca e schiava e bramano distruggere la Luce di questo pianeta, diffondendo menzogne e inquinando l’etere con egregore di paura e sconforto. Porto con me i cristalli di Shamballa, le rune di Avalon, i canti dei Bardi, la sabbia celata sotto i piedi della Sfinge. La mia forza è l’Amore, perché è ciò che resterà quando ogni cosa avrà terminato il proprio ciclo. L’amore.Il resto è solo un gioco di illusioni.
Amo e Studio
Il patrimonio culturale delle Civiltà , le lingue perdute, l’eredità degli antichi culti, l’universo dei simboli e gli archetipi maestri. L’infinità dei mondi astrali e la varietà delle forme di vita. La bellezza trascendente, l’arte, la natura, il mondo delle energie sottili. Le sfumature dei sentimenti, i profumi dell’anima, ciò che si cela dietro lo sguardo…

SIMBOLI E MITI IL Graal e la Cerca, Atlantide, Shamballa, Stella a otto punte, Dolmen, Fenice, Rebis, Ginandro, Zed, Piramide, Trickster, Labirinto, Tao, Kundalini, Licorno, Scarabeo Kepher,Civetta, Biancospino, Melograno, Vischio FREQUENZE MASCHILI Il Maestro Yeshua, Toth, Dioniso, Ram, Hermes, Cernunnos, Merlino, Prometeo, Artù, Galahad, Akhenaton.. FREQUENZE FEMMINILI Anna Perenna, Inanna, Diana, Isis, Shakti, Shekinà , Ecate, Morgana, Myriam di Magdala... ANTICHE PERGAMENE Avesta, Bagavad Gita, Bar do t'os grol, Enuma Elis, Kybalion, Manoscritti del Mar Morto, Pistis Sophia, Sepher Yetzirah, Tao Te Ching, Triadi Bardiche, Vangeli Apocrifi…
The Prophecy
.
Il Mondo sarà un immenso paesaggio verde e fertile. Ci sarà abbondanza di risorse per tutti. L’umanità si sentirà cittadina dell’universo intero, avrà una coscienza galattica e nuove risorse percettive. Gli animali saranno rispettati e protetti e così tutte le differenze di razza, sesso e credo religioso Le religioni serviranno l’uomo o non l’uomo le religioni e porteranno pace, armonia e saggezza. La violenza e la competizione saranno solo un brutto ricordo, insieme ai meccanismi di controllo sulle masse. L’uomo creerà consapevolmente la propria realtà attraverso il pensiero e le emanazioni del cuore, nel rispetto dei propri simili e dell’ambiente. Sarà possibile comunicare con altre forme di vita per lo scambio ed il progresso di tutte le specie. Tutto ciò avverrà grazie ad un lento processo di vibrazioni e frequenze che separerà i livelli percettivi non conformi al modello emanativo principale ed avverrà con il pensiero e l’intento del singolo individuo mediante un lavoro di bonifica costante dell’etere. Il mondo sta cambiando. E’ già iniziato…
Promise of the Guardian
.
Colleziono foglie morte,
raccogliendole dalla mano del vento.
Sono le anime erranti che sussurrano la loro storia.
Per queste pergamene senza linfa,
mi ferisco le dita tra spilli di rovi.
NASCONO
frutti allucinogeni dalle mie ferite,
che piangono scarlatte
sulla pelle di magnolia.
E' un coro di voci che invoca giustizia.
Hanno vissuto roghi in nome della veritĂ .
Non so quando avrĂ fine tutto questo.
Ma l’unico modo che ho per onorarle
è perdendo sangue….
e raccogliendo foglie.
CADONO
gocce sulla terra nera,
a squarciare il buio,
a marchiare la notte
a vestire gli spettri senza corpo…
ancora, di vita e di ricordi.
tessuti di storie che non verranno dimenticate.
CANTO
la canzone che urla nel cuore,
per liberare ognuna di loro,
per placare la sofferenza,
ed estinguere la sete.
E’ una promessa:
un ciclo nuovo verrĂ .
Colleziono foglie per ricomporre
il giardino degli antichi albori
Il loro sangue ed il mio sono uniti
in ghirlande di rubino,
nella spirale del tempo
Ascolto il loro canto,
e poi..
poi le restituisco al vento…
Sussurri di Stelle
.
“Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità , sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute…
…allora le porte tra i mondi fluttuavano nella nebbia e si aprivano al volere del viaggiatore. Perché questo è il grande segreto, noto a tutti gli uomini colti del nostro tempo: con il nostro pensiero noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda”
(Marion Zimmer Bradley- Le Nebbie di Avalon)
“La terra è un solo paese, siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino”
(Seneca)
“Non dirò niente, non penserò niente: ma l’amore infinito mi salirà nell’anima, e andrò lontano, più lontano, come uno zingaro, nella Natura, felice come una donna.”
(Arthur Rimbaud)
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